Rabbia
Qualcosa Piccola Edition #18
Ciao,
qualche giorno fa nelle storie di Instagram ho scritto che mi sembra di essere continuamente centrifugata dalla vita, dal lavoro, dalle cose da fare. Beh, almeno dieci persone mi hanno risposto di stare nello stesso identico stato. Anche tu stai così, vè? Ne usciremo? Non lo so, cambio idea ogni 30 secondi.
Che poi, la verità è che non sono solo stanca. Sono anche piena di rabbia, in parte immotivata, in parte motivata: perché penso di non potermi sentire stanca, perché non posso fermarmi, perché mi succedono cose che sono fuori dal mio controllo, perché vorrei avere i soldi per sentirmi serena e non come se fossi seduta sopra un cazzo di cactus, perché vorrei poter prenotare una visita medica fra qualche settimana e non fra 8 mesi, perché il governo del mio paese è sempre più fascista, perché sono andata a votare alle ultime elezioni ma eccomi qui a osservare come si distrugge la democrazia, perché il cessate il fuoco in Palestina era solo l’ennesima farsa, perché la pandemia doveva migliorarci e invece ci ha notevolmente peggiorato, perché continuano ad esistere le persone ricche ma ancora di più non hanno smesso di esistere quelle povere e potenzialmente ognunǝ di noi potrebbe diventarlo.
E queste sono solo le parti di rabbia che riesco a focalizzare. Per le altre attendo vengano fuori, in modo inaspettato, mentre sono impegnata ad andare avanti.
Da quando con Valentina Aversano abbiamo lanciato Clinica Sbrinante Substack, il nostro percorso strategico e creativo per lanciare (o rilanciare) la propria newsletter su Substack, sono successe tantissime cose, tra cui un’estate lunghissima.
Mi è parso di non aver dedicato il giusto spazio e tempo quindi a questo nostro traguardo, e al lancio speciale che abbiamo non solo immaginato ma anche trasformato in realtà, con una serie di interviste su YouTube a chi negli anni scorsi aveva lavorato con noi proprio a un progetto di newsletter: Serena Blasi, Stefania Pecere, Camilla Mazzanti, Francesca Ceci e Sveva Borla.
Mi sono presa finalmente il tempo per raccontare questa idea luminosa, questo servizio che con Valentina abbiamo immaginato a lungo, per mostrare non solo la meta ma anche tutto quello che c’è dietro alla sua creazione: puoi leggerlo qui.
Magari può convincerti a far uscire la tua newsletter fuori nel mondo, chissà.
Inutile negarlo, ma qualunque persona nel mondo fa qualcosa nella propria vita che non racconterebbe proprio a tuttз tuttз, cose normali tipo frugarsi il naso in macchina, non come in quel programma in cui si mangiavano il deodorante.
Ecco, la mia cosa, quella che non racconterei a nessunǝ, ma che uscendo con me a una certa scoprirai per forza, è che mi incazzo come una biscia quando non mi fanno attraversare, soprattutto se lo sto facendo nel modo giusto. Odio immensamente quelli che accelerano anche se ti hanno visto, quelli che ti lisciano, quelli che inchiodano a due centimetri dal tuo menisco. Per non parlare di quelli che ti fanno attraversare, ma con un nervosismo che se li porta via, per poi partire in quarta appena ti sposti dalla loro vista. Odio così tanto questa categoria di persone che non riesco a controllarmi in alcun modo: urlo, sbraito, dico parolacce e faccio il dito medio. Mio marito si vergogna immensamente, e tutte le volte mi rimbrotta dicendomi che non mi difenderà quando decideranno di scendere dalla macchina. E io mi arrabbio ancora di più perché sarebbe davvero il colmo se qualcunǝ ci si offendesse pure. Non è che sono felice di urlare in mezzo alla strada ma per me l’educazione batte la qualunque. E poi davvero davvero vogliamo vivere in un mondo di prepotenti? Ok, controllo della rabbia, ma solo quando serve davvero.
Se tutto va come deve andare - e cioè se questo treno in cui sono seduta insieme a Valentina Aversano riparte a breve - nei prossimi giorni sarò a Bari per lo Storytelling Festival: se per caso ci sei anche tu scrivimi così ci incontriamo.
Ricordati che se leggi da app puoi lasciarmi un cuore o un commento. Puoi anche condividere questa newsletter con chi vorrebbe tanto scrivere una newsletter ma non sa da dove partire.
ciao!
A












Ciao Alice,
quando avevo più energie (per ricollegarmi anche alla parte iniziale della mail) litigavo proprio senza remote con la categoria di automobilista che hai citato. Ora, questa stanchezza generale, mi ha portato pure a reprimere la rabbia... E non so se è giusto.
Comunque in questi due giorni sarò pure io allo Storytelling Festival. Spero di beccarci! ✨✨✨
Condivido tutte le tue rabbie e il fatto di sentirsi sedute su un cactus, non potevi descriverlo meglio!