L'ultima del 2025
Ciao,
questa è l’ultima puntata del 2025,
Il mondo in perenne rotta di collisione mi ha costretta a stare in angoli bui, senza un briciolo di speranza, tra disperazione e cinismo spietato. Ho avuto come una benda sugli occhi, i piedi bloccati nel cemento, ho trascinato le gambe come se qualcunǝ o qualcosa mi afferrasse per le braccia per tirarmi. Ho poi corso, saltellato, per cercare di lasciare un grande spazio tra me e un mucchio di roba di cui non volevo occuparmi, ma anche per provare a fare più cose possibili in un tempo che mi sembrava non bastare mai.
Anche quest’anno ho portato avanti una delle trame ricorrenti della mia vita: farmi spugna per assorbire malumori e disastri altrui, fardelli non miei che ho comunque portato sulle spalle. Sono però riuscita a diventare muro tutte le volte che il peso diventava insopportabile, dritta verso la mia salvaguardia.
Ho riso molto, ho pianto spesso senza un motivo apparente, alzato la voce. Ho scoperto che quando sento qualcunǝ dire qualcosa con con cui sono in totale disaccordo mi muovo in un modo aggressivo e buffo insieme. Ho capito, dopo averlo bistratto per anni, che il mullet è proprio il mio taglio ma che a un certo punto inizio ad assomigliare inequivocabilmente a mio padre.
Mi è successo di litigare perché ne avevo una gran voglia, altre invece no, per niente, ma è successo lo stesso. Mi sono lanciata a fare cose che mi facevano paura, ho parlato con persone nuove con una sicurezza che avevo scordato di avere, fatto pace con i miei canini sporgenti che ora sono il super potere del mio alter ego a fumetti. Ho provato a mettere in pratica tutte le cose imparate in terapia e beh, a volte ci sono riuscita, altre ho fallito miseramente.
Ho iniziato un mucchio di libri senza finirli anche se mi ero promessa di leggere di più, usare meno il cellulare, meditare, bere più acqua, mangiare meno carne, di farmi scivolare le cose, prendermi un’ora ogni giorno per disegnare e per scrivere, di riprendere in mano tutti i progetti parcheggiati per i motivi più disparati, e a cui penso ogni 4 giorni, di essere costante con la newsletter, il blog, Ig.
Potrei stare a guardare solo quello che non ha funzionato, le mancanze, le sconfitte, gli sbagli ma la verità è che ho fatto quello che ho potuto. Allargo lo sguardo e mi preparo per ciò che verrà.
Ho fatto tanta fatica, questo è vero ma le soddisfazioni professionali e personali sono state tantissime.
In questi 365 giorni mi sono ripetuta spesso che non è un pezzo di carta a definirmi illustratrice, e con coraggio ho ripetuto questo mio ruolo ad alta voce. Così, una mia illustrazione è stata pubblicata su un numero di DWF, ho disegnato il villaggio di Silvia De Bernardin e a gennaio svelerò finalmente i nuovi mondi che ho immaginato per una newsletter e per un sito. Ah, ora due miei disegni fanno parte del memory di moscacieca mag, scaricabile qui.
Da aprile a giugno ho lavorato insieme a Valentina Aversano all’ideazione e al lancio del nostro servizio Clinica Sbrinante Substack: è stata una vera scalata verso la cima di una montagna, ma che panorama da lì su.
Non volevamo un servizio a tempo che creasse FOMO nelle persone possibilmente interessate: la nostra speranza era di trovare persone che si potessero prendere tutto il tempo necessario per decidere se salire a bordo o no, con consapevolezza. Anche per questo motivo abbiamo deciso di puntare la luce su tutti i progetti e le autrici di cui ci eravamo occupate in tandem, ancora prima che la Clinica Sbrinante avesse un nome.
Nelle settimane scorse è arrivato qui su Substack il primo progetto di cui ci siamo orgogliosamente occupate: si chiama Pause tra le righe e la sua autrice, Valentina Fantuzzi è psicologa del lavoro e consulente HR con il desiderio di offrire una pausa caffè fatta di albi illustrati, pensieri e piccoli esercizi utili a focalizzarsi su obiettivi e priorità. Siamo davvero felici di come sia riuscita ad affrontare il percorso sbrinante, dando vita a una newsletter autentica e interessante che, ne siamo convinte, le regalerà tante soddisfazioni.
Nel frattempo, in cantiere ci sono un sacco di progetti, tra debutti e rilanci, che non vediamo l’ora di presentarti. Le call conoscitive riapriranno da fine gennaio: scrivici per bloccare la tua.
La Clinica Digital della Dottoressa Fadda quest’anno ha pubblicato più di un centinaio di post, prodotto un infinità di grafiche su Canva, montato svariati reel, lanciato diverse campagne advertising. Il nuovo anno parte alla ricerca di nuovi progetti di cui occuparsi: sarà per caso il tuo?
Le cose belle di dicembre:
ridimensionare
Lila che recita
ballare
la mia parola per il 2026 che trovi dentro l’ultima puntata di Ci vuole un villaggio di Silvia De Bernardin
la puntata di Succhyny di Martimadi con dentro un mio consiglio di lettura (+ altri)
le dormite rigeneranti
camminare sulle foglie bagnate
Eva e Mia
Se ti va di farmi sapere cosa è stato per te questo 2025 puoi scrivermi nei commenti, o qui. Puoi anche lasciarmi un cuore.
Buon anno, allora: ci vediamo nel 2026!
A
Sono Alice Fadda, un’illustratrice che disegna di tutto, anche strategie per comunicare online: ho aperto una Clinica digital, un pronto soccorso per chi vuole tanto comunicare online ma non sa dove mettere le mani. Scrivimi per capire se posso aiutarti, nel frattempo qui sotto trovi i miei servizi.
Qualcosa è gratuita ma richiede davvero tanto lavoro: se ti va puoi lasciarmi una piccola o grande offerta per sostenere questo progetto e il lavoro che c'è dietro offrendomi un caffè o un tramezzino. Grazie.











Una cosa che abbiamo in comune e che non posso non raccontarti è il cambio di opinione sul mullet. Sta venendo a me inaspettatamente e mentre i capelli crescono devo ammettere che mi piace. È il mio unico "buon proposito" per il 2026, quello di farmi crescere il mullet, lo sto prendendo molto sul serio! È ancora troppo presto per dire se assomiglio a qualcuno ma se posso scegliere allora vorrei assomigliare a David Bowie.
Per il prossimo anno mi auguro di essere meno spugna emotiva e più qualsiasi altra cosa che sappia tutelarsi senza per questo snaturare la propria empatia. Lo auguro anche a te! Buon fine 2025 e grazie ancora per aver contribuito all'ultimo numero di Succhyny 🧃💕