Facciamo che
Ciao,
io sono Alice Fadda, la ragazza che ha iniziato a dirsi le cose ad alta voce e questa è
Non so per te ma queste ultime settimane qui sono state faticosissime. Prevedo che anche giugno non sarà da meno ma come leggerai più sotto, spero che oltre al sudore ci sarà anche tanto friccicore, tipico delle cose nuove. Se hai perso l’ultima Qualcosina, la trovi qui:
In questa puntata troverai la storia di come nasce, un po’ per noia, un po’ per sfida, ma soprattutto per il disagio da social, un progetto creativo.
Facciamo che io sono la dottoressa/il dottore e tu stai male, facciamo che io sono la mamma e tu il figlio, facciamo che io sono un gatto e tu mi davi la pappa. Sarà capitato anche a te di sentire una di queste frasi almeno una volta nella vita. Facciamo che è uno dei giochi preferiti dalle persone piccole.
Può capitare, a volte, che questo gioco si faccia anche tra persone adulte.
A fine gennaio, io e Valentina Aversano avevamo davanti un piatto di spaghetti alle vongole e parlavamo di un argomento che da mesi tornava e ritornava spesso nelle nostre conversazioni, ma anche in quelle con clienti, conoscenti e amiche: la sensazione per niente felice che tutte sentivamo a stare sui social, la fatica e il disagio al dover sottostare ai meccanismi famelici delle varie piattaforme, compresa questa da dove scrivo, nonostante l’aria da posto perfetto. Sentivamo di non poterne più, e l’unica soluzione possibile che veniva fuori tutte le volte era: dobbiamo incontrarci fuori dall’online. Avevamo provato a immaginare degli eventi ma c’era sempre qualcosa che non ci convinceva, qualcosa che continuava a incastrarsi, male.
E allora succhiando un guscio di vongola ci siamo guardate e ci siamo dette: facciamo che selezioniamo delle persone che fanno un lavoro creativo e andiamo a conoscerle e a chiacchierare con loro? I nostri occhi si sono accesi, illuminandosi. L’una guardando l’altra ha capito: eccola lì, l’idea giusta.
Questa idea l’abbiamo chiamata: Appuntamento con l’Artista.
Non un evento sporadico ma un progetto vero e proprio, con l’obiettivo di uscire dall’online per incontrarsi, per tornare a parlare guardandosi negli occhi, in carne e ossa, dentro a botteghe, studi, laboratori, officine, tipografie, gallerie: luoghi dove la creatività prende vita e corpo, diventa materia. Sarà un incontro mensile (o quasi) per otto persone, curiose di scoprire professioni creative diverse, dal vivo, a Roma. Gratis, ovviamente.
Siamo molto felici di iniziare dal nostro quartiere, Roma Est, con un’orafa il cui nome è Chiara Angeloni, che da circa 4 anni ha creato il suo brand di gioielli, Lubna Jewels, e aperto il suo laboratorio/negozio a Centocelle.
Chiara ha iniziato il suo percorso formativo nell’oreficeria nel 2007 nel laboratorio Metalmorfosi, che si è poi trasformato col passare del tempo in una collaborazione lavorativa. L’idea di creare il marchio Lubna Jewels è nata nel 2013, ma per quasi dieci anni è rimasta solo un sogno nel cassetto. Per qualche anno, Chiara si è allontanata dall’artigianato orafo, alla ricerca di un lavoro convenzionale e più sicuro. Con l’arrivo della pandemia però tutti i piani si sono stravolti: ha deciso così di fare un salto nel buio e aprire il suo laboratorio. La spinta principale è arrivata proprio dal luogo che ora è il suo negozio: la vecchia bottega da ebanista di suo nonno, un posto del cuore che non poteva restare nell’abbandono. Per Chiara, Lubna Jewels è un progetto di vita e autodeterminazione, è “miglia da percorrere e promesse da mantenere”.
Incontreremo Chiara Angeloni sabato 20 giugno dalle 10 alle 11: i posti sono limitati a 8 persone, quindi non indugiare…
Non vediamo l’ora di incontrarti fuori dall’online!
E tu hai voglia di uscire fuori dall’online?
Lo scorso mese, insieme a Valentina Aversano, abbiamo lavorato a una strategia per una figura professionale con la quale mai avrei immaginato di lavorare: un notaio. Devo dire che è stato davvero molto interessante provare a immaginare e costruire la comunicazione di una professione che si porta dietro molti cliché e stereotipi, con l’obiettivo di smontarli.
Dalla Clinica Sbrinante Substack è uscita finalmente Mindfulletter, la newsletter completamente rinnovata di Alessia Minniti, psicoterapeuta e insegnante di mindfulness con cui è stato davvero un piacere lavorare. Mi ha anche dato la possibilità di disegnare il mio primo set da carta da lettera, compreso di francobolli!
Se stai cercando un modo tutto tuo per comunicare ma non sai da dove iniziare puoi prenotare una call conoscitiva qui per capire se posso aiutarti. Non pensarci troppo!
Le cose belle di maggio:
i picnic
il materasso nuovo
Perugia vista dalla cima di un razzo
incontrare Anna, per caso
Lila che si veste da sivigliana per andare in giro per il quartiere
scoprire posti nuovi
Ci vediamo a giugno!
Scrivimi, lasciami un cuore o commenta se leggi da app, oppure condividi con chi vuole finalmente uscire dall’online!
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Sono Alice Fadda, un’illustratrice che disegna di tutto, anche strategie per comunicare online. Ho una Clinica digital, un pronto soccorso per chi vuole tanto comunicare online ma non sa dove mettere le mani. Scrivimi per capire come posso aiutarti.
Insieme a Valentina Aversano ho messo su la Clinica Sbrinante Substack pensata per chi vuole lanciare o rilanciare la propria newsletter: raccontaci il tuo progetto congelato nelle note del telefono.
Qualcosa è gratuita ma richiede davvero tanto lavoro: se ti va puoi lasciarmi una piccola o grande offerta per sostenere questo progetto e il lavoro che c'è dietro offrendomi un caffè. Grazie ♥️














Succhiando un guscio di vongola: c’è del genio già qui! Stupendo tutto 🥹
Che bella la carta da lettere che hai creato per me Alice! E i francobolli mi piacciono tantissimo, soprattutto quello con lo zafu... 😊